martedì 26 giugno 2012

Vuoi provare la droga?

Interessante sito del dipartimento della salute di Oslo sugli effetti della droga.

Il sito è in inglese. In base al tipo di droga che si sta provando si ha una simulazione sullo schermo degli effetti sulla percezione e su come viene alterato il comportamento, attraverso l'alterazione della lettura di un testo e della difficoltà di muovere il mouse come vorremmo!

Bisogna autorizzare il sito ad aprire dei pop-up.

Gli effetti delle droghe simulati sullo schermo sono stati confermati dai tossicodipendenti in cura presso i servizi di Oslo.




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Quando non si esce dalla trance

Da una parte mi piacerebbe pensare a questa storia come ad una originale trovata pubblicitaria di Richard Whitbread, ipnotista canadese e formatore di ipnotizzatori.


Il 20 giugno un suo alunno di nome Maxime Nadeau durante uno spettacolo d'ipnosi in una scuola del Quebec, in Canada, non riesce a svegliare dalla trance le giovani ragazze. Nadau chiama Withbread, e solo l'arrivo del salvifico maestro (?!?) riesce a risolvere la complicata situazione.

Le ragazze non hanno risentito delle 5 ore di trance, e tutto si è risolto bene...

Da un sito inglese si legge che Nadau ha 20 anni, e che quindi sarebbe un ipnotista in formazione, e che sarebbero 5 le ragazze rimaste nella trance profonda, e che queste ragazze erano nel pubblico, e non tra le volontarie che si erano offerte per lo spettacolo.

Mettiamo che sia tutto vero, e che effettivamente i fatti siano effettivamente questi.

  • Non basta un corso per definirsi ipnotisti. In effetti la difficoltà dell'ipnosi non è nel mandare in trance una persona, operazione abbastanza facile, ma cosa fare quando la persona è in trance. Il giovane ipnotista infatti non ha avuto difficoltà a far sperimentare una trance profonda alle giovani studentesse, ma non ha saputo rievocare lo stato di veglia.
  • Dalla trance si può sempre uscire. Non c'è trance tanto profonda che non possa essere interrotta o che non possa terminare. Questo riflette una della paure più frequenti che vengono manifestate dalle persone che sono curiose riguardo l'ipnosi. Molti hanno bisogno di essere rassicurati sulla reversibilità dello stato di trance.
  • Dalla trance si può sempre uscire #2. Un altro simpatico aspetto di questa vicenda è che a far uscire dalla trance, indotta da Nadau, è stato un altro ipnotista, cioè Withbread. Quindi, si deduce che non c'è questo controllo esclusivo della mente da parte dell'ipnotista, dato che un altro ipnotista può cambiare "le suggestioni" impartite da un altro. La mente mantiene comunque un controllo, e tale controllo può andare oltre le aspettative dell'ipnotista. La mente, anche se in stato di trance, è pur sempre in "ascolto".
 Quindi, in sintesi, è importante scegliere bene con chi fare l'esperienza l'ipnotica.


Link a Tgcom24 - Canada, spettacolo di ipnosi fuori controllo Ragazzine restano in trance per quasi 5 ore - Mondo - Tgcom24
Articolo in inglese da I've got the news

domenica 3 giugno 2012

Ipnosi: istruzioni per l'uso

Chi può fare ipnosi? In teoria tutti, essendo l'ipnosi una particolare forma di comunicazione che utilizza principalmente il linguaggio per ottenere l'effetto della trance. Ci sono anche tecniche ipnotiche che non sono linguistiche, ma sono più complesse, e sicuramente il linguaggio rappresenta la più "facile" ed accessibile. Poi, se consideriamo l'autoipnosi, allora il problema non si pone!

Uno dei punti più controversi riguardanti l'ipnosi è se questo sia uno strumento esclusivo degli psicologi e dei medici e se altre professioni o altri esperti possano o meno utilizzare l'ipnosi.

L'ipnosi, in quanto strumento linguistico, è utilizzabile da tante categorie di persone e professionisti, per cui non è l'ipnosi ad essere di esclusiva pertinenza degli psicologi o del personale sanitario, ma è l'uso clinico della stessa ed il fine terapeutico. Niente da obiettare sull'ipnosi da palcoscenico, o sull'uso dell'ipnosi come amplificatore e facilitatore di altre funzioni mentali, quali la motivazione, l'apprendimento e l'addestramento a compiti e situazioni. E non avrebbe senso neanche insegnare l'autoipnosi, se non fosse praticabile da tutti.

L'APA (American Psychological Association) spiega sul proprio sito che l'ipnosi di per sè non è terapeutica e che esiste anche l'ipnosi non clinica, ma l'uso clinico dell'ipnosi deve essere svolto da personale preparato e qualificato.

Il perchè dell'uso clinico riservato a categorie preparate professionalmente è ovvio, ma allo stesso tempo, forse è il caso anche di riflettere se questa tecnica possa essere periolcosa e provocare danni, se impropriamente usata. 
Per rispondere a questa domanda dobbiamo conoscere bene i meccanismi dell'ipnosi e perchè funziona. Le principali teorie che spiegano i fenomeni ipnotici sono: quella psicodinamica, quella dissociativa, quella sociale e quella cognitiva. Ogni teoria elabora una spiegazione sulla base degli elementi considerati. 

Quel che è certo, è che l'ipnosi è un'esperienza, ed ogni esperienza ha il suo valore, sulla base del significato che viene attribuito. 

Una frase che si legge spesso è che tutti possono essere ipnotizzati, ed in effetti concordo: magari non tutti avranno le stesse manifestazioni della fenomenologia ipnotica, ma qualcosa proveranno. 

Il punto è se tutti debbano essere ipnotizzati! 

Per entrare in una metafora chirrugica, possiamo dire che tutti sono operabili, ma che non è necessario operare tutti.

Già il fatto che per applicare la tecnica ipnotica è necessaria l'attenzione del soggetto da ipnotizzare, inizia a porre dei limiti alla tecnica: se il soggetto non collabora e non presta un minimo di attenzione, allora è molto difficile ed altamente improbabile che si faccia impnotizzare.
 

Sicuramente in persone con un buon equilibrio mentale, l'ipnosi aiuta, e quindi è potenzialmente poco pericolosa. Se l'inconscio è sano, ed equilibrato, allora collabora nell'esperienza e svolge la sua funzione di protezione e difesa. 

Ma se la persona è instabile emotivamente, allora bisogna valutare attentamente se sottoporrla ad ipnosi: l'esperienza della trance deve essere utile ed aiutare la persona. Inoltre, la tecnica ipnotica può amplificare o depontenziare ciò che già c'è nella persona, sia emozioni negative che positive. Forse è proprio qui la pericolosità dell'ipnosi, o meglio, dell'ipnotista inesperto: se apre una porta che non sa richiudere? La preparazione dell'ipnotista non è solo nella tecnica, ma nel saper gestire le difficoltà.

Quel che è certo, è che dopo le prime sedute di ipnosi è importante parlare con la persona e chiederle come è stata l'esperienza della trance, ed aiutarla ad elaborare un significato costruttivo ed a chiarire dubbi e fornire informazioni e spiegazioni.

Per essere più chiari, ricordiamoci che l'ipnosi si basa principalmente sul linguaggio. Il linguaggio può essere pericoloso? Si!
Usare le parole sbagliate può creare enormi problemi nei rapporti tra le persone, ed allo stesso modo anche nell'incoscio. Attraverso le parole si evocano immagini, si suscitano emozioni, si creano mondi fantastici. Le parole suscitano pensieri ed evocano immagini e creano associazioni, sia spiacevoli, che piacevoli.


Se l'ipnosi verbale non facesse danni in assoluto, allora neanche la parola dovrebbe farne, eppure tutti noi sappiamo che esistono parole che feriscono. Io posso esprimere un concetto, ed a seconda delle parole e della situazione posso suscitare delle reazioni e delle emozioni. "Apri quella finestra", "Ti ordino di aprire la finestra" e "Scusi, potrebbe gentimente aprire la finestra" oppure "Certo che caldo che fa! Se la finestra fosse aperta..." sono tutte "parole" che hanno come abiettivo che qualcuno apra una finestra.


Un altro esempio sulla necessità di fare attenzione a chi ci si rivolge, e per cosa: mi sembra anche che tutti usino i coltelli nella propria esperienza quotidiana, eppure questo non fa automaticamente di noi dei chirurghi solo perchè si è abili a tagliare con il coltello.

Un piccolo racconto di un esperienza personale. In una delle prime esercitazioni, quando stavo imparando l'ipnosi, dovevamo lavorare a gruppi di tre scambiandoci i ruoi tra ipnotista, ipntozzatore ed osservatore. Quando facevo l'ipnotizzato, l'ipnotizzatore, dovendo indurmi una sensazione di rilassamento, usò l'infelice espressione "... e sei rilassato, completamente rilassato, come un cadavere". La piacevole sensazione si trasformò in un incubo, e il risveglio fu caratterizzato da un forte mal di testa... Intervenne il professore a rimediare l'innocente errore.

Nell'inconscio c'è molto, ma non l'abilitazione professionale, che viene data dagli appositi organi competenti! ;)


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lunedì 14 maggio 2012

Calendario MIP Maggio - Eventi psicologici gratuiti ISERNIA


MIP 2012, Maggio di Informazione Psicologica a Isernia

Prosegue con successo la 5ª edizione del MIP, la campagna nazionale di prevenzione psicologica organizzata, ogni anno, da Psycommunity: www.psicologimip.it .
Già molte migliaia le persone che hanno partecipato agli appuntamenti in programma e ai colloqui messi a disposizione gratuitamente dagli oltre 1000 Psicologi MIP.
Ancora centinaia gli eventi ai quali è possibile prenotarsi con un clic, durante la seconda metà di Maggio, ed il 19 Maggio si terrà l’evento organizzato ad Isernia dal titolo “IPNOSI TRA MAGIA E SCIENZA”
Per la prenotazione on-line http://www.psicologimip.it/isernia/


martedì 10 aprile 2012

Libero arbitrio e scelte

Quanto siamo responsabili del nostro agire? Questo è l'eterno dilemma del libero arbitrio: quanto siamo veramente liberi di scegliere consapevolmente quello che facciamo e quanto possiamo modificare i comportamenti.

Questa volta lo spunto di riflessione nasce da un articolo di Luca De Biase pubblicato da IlSole24ore  riguardante l'utilizzo delle neuroscienze nelle aule del tribunale per giustificare il comportamento delittuoso, ramo della scienza definito Neuropsicologia Forense (link al libro). 

Nell'articolo vengono citati diversi libri, tra cui il più recente è "Il delitto del cervello. La mente tra scienza e diritto" di Andrea Lavazza, scienziato cognitivo, e di Luca Sammicheli, giurista e psicologo (lo trovi su amazon in versione cartacea o in versione elettronica)

Quanto il nostro comportamento è volontario, quanto è guidato dall'istinto, quanto è influenzato dalla configurazione biologica del nostro cervello? Ovvero quanto le caratteristiche su base genetica del nostro cervello determinano il comportamento?

Questi interrogativi hanno conseguenze non solo giuridiche, ma anche morali ed etiche, e quindi filosofiche e religiose. Nell'ambito della neuropsicologia forense si cerca di trovare metodologie "obiettive" per stabilire quanto sia possibile determinare la piena consapevolezza quando si compie un atto criminale o quanto non si potesse agire diversamente da come si è agito.

Se da una parte abbiamo il cervello come organo geneticamente determinato, oggi sappiamo che non è un organo statico, ma plastico che cresce e si trasforma, non solo in senso degenerativo: allenamento mentale, ambiente, sostanze ed educazione sono i principali fattori di cambiamento della struttura del cervello.  Imparare qualcosa trasforma il cervello cambiando le sinapsi, cioè i collegamenti neuronali.

Però attenzione: se da una parte le neuroscienze riescono a stabilire dove avvengono determinati processi nel cervello (mappatura cerebrale), siamo ancora distanti dal definire strutturalmente la coscienza e cosa sia esattamente il pensiero:  in termini forensi abbiamo il dove ed il quando, ma ci manca il come ed il perchè.

Anche la psicoterapia è influenzata da queste riflessioni.

Diversi autori hanno trattato l'argomento. Ad esempio David Shapiro in "Stili nevrotici (Psiche e coscienza)" nel descrivere la struttutra del pensiero nevrotico pone la riflessione sul fatto che l'individuo nevrotico non può non pensare diversamente da come pensa.

Riflessioni del genere pongono interrogativi sia sul tipo di psicoterapia, ma anche sull'obiettivo della psicoterapia e di quali soluzioni è possibili prospettare alla persona e quali obiettivi è realistico perseguire.

L'ipnosi dove si colloca in tutto questo ragionare?

Se da una parte l'ipnosi non può essere usata in Tribunale principalmente perchè è impossibile distinguere tra immaginazione e ricordi (entrambi producono immagini mentali) basandosi solo sul resoconto verbale, dall'altra l'ipnosi rappresenta uno strumento per stimolare la persona a cercare nuove alternative e nuove soluzioni. L'ipnotista però è consapevole che il fattore biologico è determinante e va tenuto con la dovuta considerazione, sia in termini di limiti, ma anche in termini di potenzialità.

L'ipnosi infatti utilizza la funzione naturale della trance per favorire il cambiamento nella persona.

Con l'autoipnosi la persona impara ad utilizzare autonomamente la propria capacità di indursi volontariamente uno stato di trance e di concentrazione favorevole per realizzare il proprio obiettivo.

 Link del post
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Libri
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lunedì 2 aprile 2012

Convegno regionale della Società Italiana di Cure Palliative

Venerdì 30 marzo 2012 si è tenuto a Roma a Palazzo Valentini il convegno regionale della Società Italiana di Cure Palliative del Lazio dal titolo "Dal curare al prendersi cura... capire il presente per progettare il futuro".

Interessanti interventi sul ruolo delle cure palliative e dell'importanza di una formazione seria del personale di varie discipline che insieme operano per portare sollievo in quelle situazioni di malattia dove la guarigione non è possibile e la sofferenza, senza adeguato intervento, rende difficili gli ultimi giorni della vita.

Sono diverse le professioni che integrano i loro saperi e che operano all'interno di un'unità di cure palliative per poter garantire alla persona malata una qualità della vita accettabile, senza sofferenze inutili: medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali.

E sono sempre di più le persone che avranno bisogno di cure palliative. Infatti crescendo l'età media della popolazione aumentano le probabilità di sviluppare una patologia oncologica o  una patologia neurodegenerativa. Se all'inizio le cure palliative erano destinate solo ai malati oncologici, oggi l'accesso ai servizi palliativi si sta ampliando anche ad altre tipologie di malati che hanno una grande sofferenza che nasce dal dolore.

La qualità della vita della persona sofferente è l'obiettivo principale delle cure palliative, che sono qualcosa di più che la "sola" terapia del dolore. Prendersi cura della persona in tutte le sue necessità, secondo le sue richieste, per poterla aiutare a "non morire, prima di morire" e di poterle offrire una qualità della vita soddisfacente.

L'obiettivo della Società Italiana di Cure Palliative è anche quello di creare equità nel territorio poter permettere a tutti di accedere ai servizi, e non solo nelle grandi città.

Ed è importante anche la formazione del personale di cure palliative, il cui obiettivo principale deve essere quello di ascoltare il malato e di esaudire, nel limite del possibile, le sue richieste, con il principale obiettivo di non farlo sentire solo. E nella formazione acquista un significato importante anche il fattore Hidden Curriculum, inteso come quella parte della formazione di ciascun operatore che deriva dall'esperienza e non solo dagli studi.

Però il lavoro da fare è ancora tanto per far entrare nella mentalità dei medici il concetto di medicina palliativa, e, di conseguenza, anche nella popolazione: informare che la sofferenza ed il dolore possono essere alleviati e che è possibile accedere a servizi di cura nella fase terminale della vita.


Link brochure convegno (pdf)
Link sito Società Italiana di Cure Palliative (SICP)

martedì 6 marzo 2012

Ipnosi - Dal film Donnie Darko.wmv - YouTube

Sono alcuni giorni che mi scrivo con un'amica sull'ipnosi. Vorrebbe provare, ma si sente poco a suo agio e poco sicura. Una grande curiosità la porta a farmi molte domande: alcune di queste mi forniscono spunti per scrivere i post.

Nell'ultimo scambio in chat mi ha allegato un video. È una scena dal film Donnie Darko. In questa scena, il protagonista si trova dalla propria terapeuta e stanno facendo una seduta di ipnosi. La scena crea turbamento nella mia amica perché teme di sottoporsi ad una seduta di ipnosi per il fatto "di non avere il controllo della situazione e fare o dire robe sconsiderate..."

Ecco una breve sintesi del filmato, ben fatto, che dura poco meno di un minuto e mezzo, qualora il filmato venisse rimosso da youtube. Se non vuoi leggere la sintesi, puoi vedere direttamente il filmato e continuare a leggere il paragrafo dopo il video.
Durante la seduta Donnie parla di cosa gli è successo durante la settimana e dei suoi pensieri legati al sesso. L'ipnotista prova a cambiare discorso, ma Donnie continua a parlare di sesso, ed il suo coinvolgimento è tale che ha un eccitazione fisica ed inizia a sbottonarsi i pantaloni. Visto il risvolto fisico che la seduta sta assumendo, l'ipnotista interrompe la seduta, con un leggero imbarazzo da parte di entrambi.



La scena è ben girata ed ha diversi elementi che si possono riscontrare nella reale esperienza dell'ipnosi. La frase iniziale della scena "e quando batterò le mani due volte, ti sveglierai! È tutto chiaro?" rappresenta l'essenza del fatto che una seduta di ipnosi, quando viene fatta con un'ipnotista esperto, avviene in totale sicurezza ed in una situazione controllata. Prendersi cura della persona ipnotizzata, fornire una "uscita di emergenza", e creare un'ambiente protetto è il primo passo da compiere. Si guida la persona attraverso un percorso che le sia utile.

Un altro aspetto che viene evidenziato, è come il soggetto sia libero di esprimere ciò che sente, malgrado l'ipnotista cerchi di cambiare argomento: le suggestioni e le frasi dell'ipnotista vengono interpretate personalmente e liberamente. Il controllo dell'ipnotista non è totale: ha il controllo della durata della seduta, ma non dei contenuti della mente del soggetto ipnotizzato. In sintesi si controlla il contenitore (la seduta), ma non il contenuto (i pensieri dell'ipnotizzato). È vero che Donnie entra in contatto con materiale particolare che gli crea un coinvolgimento corporeo totale tanto da dimenticarsi dove si trova, ma viene fermato e la seduta non va oltre il necessario. 

Durante una seduta di ipnosi può succedere di voler far sapere qualcosa di imbarazzante e molto personale all'ipnotista, ma questo è possibile solo se c'è alleanza terapeutica ed un clima di profonda fiducia. Capita anche che una seduta di ipnosi rappresenti un momento per comunicare quei pensieri e quelle sensazioni che altrimenti sono difficili da esprimere.

Se da una parte, comunque l'inconscio della persona protegge la persona stessa, dall'altra il valore aggiunto di una seduta di ipnosi fatta da un ipnotista è proprio nel fatto che la seduta di ipnosi si adatta alle esigenze ed alle necessità che la persona manifesta in quel preciso momento.

Ipnosi - Dal film Donnie Darko.wmv - YouTube

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venerdì 2 marzo 2012

Sardegna: Ipnosi nel controllo del dolore


L'ipnosi è un fenomeno psicosomatico ed il dolore è un fenomeno somatopsichico. Il dolore ha una componente sensoriale - legata al segnale trasmesso dal sistema neurologico - ed una componente psichica - legata alla sofferenza ed al significato che viene attribuito all'esperienza del dolore fisico. In alcuni soggetti con un alto grado d'ipnotizzabilità è stato osservato una grande capacità di gestire la componente psicologica, per cui alla sensazione dolorosa non veniva associata sofferenza; in altri soggetti è stata osservata la capacità di non percepire il segnale come doloroso, per cui la componente psichica predominerebbe su quella sensoriale. Questo fenomeno prende il nome di analgesia ipnotica.


L'incontro "L'ipnosi nel controllo del dolore" è il sesto incontro del "corso introduttivo sull’ipnosi" curato dalla S.I.I. Sardegna viene tenuto dal Prof. Giuseppe de Benedittis, che è un neurochirurgo, psichiatra, psicoterapeuta, anestesista ad orientamento antalgico, molto qualificato nonchè pioniere in Italia nella terapia del dolore: è il fondatore e direttore del primo centro italiano dedicato, che vanta un'attività ormai ultratrentennale nella cura non solo di pazienti oncologici, ma anche di sofferenti per le sintomatologie algiche più disparate. 

Il Prof. Giuseppe de Benedittis è anche socio fondatore e Vice-Presidente della Società Italiana di Ipnosi (SII), Member of the Board of Directors of The International Society of Hypnosis (ISH). Nel 2009 gli è stato conferito il premio Ernest R. Hilgard Award for Scientific Excellence by the International Society of Hypnosis (2009) per l'alto livello scientifico dei suoi studi sull'ipnosi nel controllo del dolore. 

È possibile iscriversi anche solo al seminario conclusivo ed è rivolto a medici, odontoiatri, psicologi, psicoterapeuti, ostetriche, infermieri, terapisti della riabilitazione, pedagogisti, educatori, assistenti sociali, sia specializzandi e laureandi nelle precedenti discipline

Il programma del seminario:

-Dolore acuto e cronico.
-Meccanismi neuropsicobiologici dell’ipnosi e dell’analgesia ipnotica.
-Induzione e fenomenologia ipnotica.
-Strategie e tecniche dirette e indirette per il sollievo del dolore.
-Ipnoanalisi

Il corso ha ottenuto il patrocinio dell'Ordine dei Medici Chirurghi di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano e dell'AUPI e si terrà nella Sala dell'Ordine dei Medici di Cagliari, via dei Carroz 4.

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Per maggiori informazioni sull'argomento suggerisco un'attenta lettura del sito ipnosi e dolore, curato dal Dr. Carlo Antonelli.

Per maggiori informazioni sul corso potete visitare il sito www.ipnosisardegna.it

mercoledì 29 febbraio 2012

Ipnotica botta - bastardidentro

Vedi tu cosa succede a farsi ipnotizzare da inesperti...

Questi video è chiarissimo ed evidenzia i pericoli dell'ipnosi fatta da persone poco esperte!


I pericoli dell'ipnosi - da bastardidentro

sabato 25 febbraio 2012

Giornata sugli OPG il 16.03.2012

Associazione onlus Prevenzione e Salute  Mentale


CHIUDERE GLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARIProblemi. Alternative. Modelli di interventoSanta Maria della Pietà.
Sala Basaglia
Venerdì 16 Marzo 2012
9.00 Introduzione Gianfranco Palma (DSM RM E) e Giuseppe Ducci (PreSaM e DSM RM E)

9.15-11.45 Chairman Alessandro Grispini (PreSaM e DSM RM E)

Dipartimento di Salute Mentale e superamento della psichiatria penitenziaria: problematiche cliniche e psichiatrico-forensi derivanti dal DPCM 1.4.2008 e dal Decreto Legge 22 Dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri, convertito in legge il 14.2.2012.
Stefano Ferracuti (Università di Roma)

Le iniziative della Commissione del Senato in tema di OPG e i cambiamenti determinati dal DL 211. 
Ignazio Marino (Senato della Repubblica)
Verrà proiettato anche un breve video girato in occasione dei sopralluoghi della Commissione presso gli OPG italiani.

La valutazione della psicopatia con la Hare Psychopathy Check List-Revised (PCL-R).
Vincenzo Caretti (Università di Palermo)




12.00-13.30 Presentazione del libro “Matti in libertà” (Editori Riuniti, 2011) di Maria Antonietta Farina Coscioni (Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati).
Intervengono: Pompeo Martelli (Centro Studi e Ricerche ASL RM E) e Gianluigi Di Cesare (PreSaM e DSM RM E)row 1, cell 2

13.30 Pausa

14.30-16.30  Chairman Giuseppe Ducci (PreSaM e DSM RM E)

Pericolosità sociale: tra paradigma sanitario e paradigma giuridico. Implicazioni organizzative.
Gianfranco Rivellini (OPG Castiglione delle Stiviere)

La situazione del Lazio: quali sono gli interventi irrinunciabili?
Gianfranco Palma (DSM RM E)


Discussione e conclusioni
Segreteria organizzativa: Giuseppe Ducci e Alessandro Grispini
Tel. 06.68354009 – Fax 06.68354015


PreSam
La PreSaM Prevenzione e Salute Mentale associazione onlus (www.presam.it) è un’associazione nazionale articolata in realtà regionali (Lazio, Campania, Puglia, Toscana, Abruzzo) che opera da molti anni nel campo della salute mentale.

venerdì 24 febbraio 2012

Ipnosi regressiva e ricordi

Molte persone si chiedono cosa significhino i ricordi che  riaffiorano durante l'ipnosi regressiva e quale senso dare all'esperienza vissuta.

Spesso, durante una seduta di ipnosi regressiva, affiorano ricordi dimenticati o vengono alla mente persone alle quali non pensavamo più da tempo, anche se sono state molto importanti. Regredire all'età di 10 anni, 8 anni o anche meno permette ad alcuni di avere esperienze ricche di emozioni e di dettagli. La reazione di fronte a queste esperienze è molto varia: ad alcuni rimane un senso di timore e non ripetono più l'esperienza, altri si impressionato ed hanno bisogno di tempo per metabolizzare il vissuto per cui ritornano dopo mesi, altri ancora rimangono affascinati e non vedono l'ora di provare nuovamente.

Ad essere onesti c'è anche chi, malgrado l'impegno profuso sia in maniera personale che dall'ipnotista, proprio non riesce a provare qualcosa che lo soddisfi, ma purtroppo così è la vita e qualche insuccesso biosgna pur metterlo in conto.

Quello che accomuna tutti quanti, però, è scoprire che il proprio inconscio è un serbatoio incredibile di ricordi, che sorgono spontaneamente, ricchi di particolari e densi di emozioni, come nella vita reale.

Spesso il fatto che si tratti di ricordi affiorati in ipnosi li rende affascinanti, ma al tempo stesso inquietanti, e la ricerca di un significato da attribuirgli diventa predominante.

L'esperienza della trance durante una seduta di ipnosi è un'esperienza normale, per quanto emotivamente "impressionante".
Di solito si sottovaluta il fatto che un'ipnosi regressiva sia qualcosa di eccezionale (specialmente se ha successo) ed è quindi normale che venga evocato un ricordo eccezionale! È come ricevere un invito ad un pranzo speciale per cui ci si aspetta una portata particolare con del cibo diverso da quello di tutti i giorni.

Poi dobbiamo tenere a mente che il cervello lavora per immagini. Ad un certo livello i ricordi e le fantasie sono uguali per cui è difficile distinguere tra immaginazione e memoria. La mente non solo è fantasia ed immaginazione, ma è condizionata dal precedente per cui un nuovo evento si  spiega sulla base di ciò che si sa e delle informazioni precedenti. È l'esperienza. 

La mente è un pò come un armadio dove si custodiscono le cose: alcune sono molto importanti, altre meno. Di conseguenza alcune finiscono in fondo e non sono visibili sempre. Quando facciamo il cambio stagione o le pulizie importanti, allora viene fuori ciò che giace in fondo all'armadio.

Le persone vivono delle esperienze emotivamente importanti e danno un significato ed una spiegazione a ciò che hanno vissuto. È il ricordo, ma è anche l'esperienza, che una volta generata viene messa da parte nella memoria. Un ricordo non necessariamente riaffiora tutti i giorni, e vengono semplicemente recuperati quando servono. Ad esempio il proprio numero di telefono: quando serve lo recuperiamo.

Il fatto che durante un'esperienza di ipnosi il ricordo sia emerso ricco di particolari e di emozioni è perché la persona ha creato le condizioni giuste affinché avvenisse e l'ipnosi da questo punto di vista favorisce il fatto che la mente viva un esperienza intensa e carica emotivamente durante lo stato di trance.

Il significato del ricordo o dell'esperienza (dato che la mente non distingue tra una fantasia ed un ricordo anche se le persone credono diversamente) deve essere attribuito dalla persona stessa: può essere un significato passato su un esperienza passata o può avere un significato presente sull'esperienza della trance e dell'ipnosi che ha vissuto.

L'esperienza dell'ipnosi è reale ed anche i contenuti della mente sono reali per la mente, o meglio per una parte della mente. Comunque l'ipnosi e la trance amplificano i ricordi ed una seduta è un momento particolare in cui si facilita e si creano le condizioni adatte per far lavorare la mente in modo diverso dal solito.
Certo, non sempre si ha la certezza se sia affiorato un ricordo o se di tratti di una fantasia molto ricca, ma il significato e l'esperienza vissuta hanno comunque un valore simbolico presente, un significato "qui e ora"

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lunedì 20 febbraio 2012

Ipnosi: quale esperienza per iniziare?

Ipnosi: come iniziare?
Una delle domande più frequenti riguardante l'ipnosi è "come provare?" o "come iniziare?". C'è curiosità anche perché abbondano i siti che trattano di ipnosi ed è frequente imbattersi nella parola "ipnosi" anche nei film e nei telefilm.

Superata la paura dell'ipnosi - qui trovi le paure più frequentemente associate - ecco che si aprono diverse possibilità.

Puoi acquistare un libro - qui trovi bibliografia e consigli di lettura - o cercare in internet uno script (copione) di una seduta di ipnosi e quindi provare da solo.

Alcuni libri hanno anche un cd allegato oppure offrono la possibilità di scaricare un file audio. In questo caso non devi fare altro che metterti comodo e, mentre ti rilassi, lasciarti guidare e abbandonarti a questa esperienza.

C'è poi una terza possibilità che è rappresentata dal recarsi da un ipnotista. Ovviamente propendo per questa opzione.
"È solo interesse personale" dirà qualcuno!

In parte è vero, ma è anche la soluzione che offre qualche garanzia in più a chi vuole avere maggiori probabilità di sperimentare una trance.

Dove sta il vantaggio nell'andare da un ipnotista e pagare tanto di più del costo di un libro o rispetto a quello che trovo gratis su internet?

Un libro è un copione preconfezionato che segue il percorso mentale di chi l'ha creato; il file audio anche è preconfezionato, ma rispetto alla soluzione precedente genera una sensazione arricchita dalle emozioni trasmesse dal timbro della voce e dal ritmo, e magari è accompagnato da qualche suggestivo effetto sonoro.

Il vantaggio nell'andare da un professionista è dato dal fatto che l'ipnotista crea una traccia ipnotica che si adatta alla storia della persona, sulla base della richiesta, e che viene modulata tenendo conto delle esigenze della persona momento per momento; l'ipnosi è  un'esperienza psicosomatica e l'induzione (il copione) viene personalizzata tenendo conto delle reazioni della persona, rispettando i suoi tempi ed i suoi ritmi. Se hai bisogno che un passaggio ti venga ripetuto più volte o che un concetto venga ampliato o presentato in modo più esaustivo, questo, comprenderai, non è possibile con l'audio standardizzato.    

Non mi credi e sei ancora convinto che guardo solo al mio interesse? Vuoi la prova definitiva di ciò che ho scritto? 

Bene, ti senti pronto? Che senso avrebbe fare una seduta di persona con l'autore, ad esempio Brian Weiss, se bastasse solo ascoltare il suo file mp3? ;)

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martedì 14 febbraio 2012

Consigli per San Valentino

La psicologia deve fornire risposte concrete che aiutino le persone a vivere meglio ed a capire quali comportamenti aumentano la probabilità di riuscire nel proprio obiettivo, qualunque esso sia. 

Ed ecco alcuni consigli per San Valentino. 

Tieni a mente una semplice regola mentre leggi: ricordati che sta a te trovare il modo di adattare questi consigli alle tue esigenze ed alla tua persona. Il corteggiamento è un comportamento che ha delle regole ed è come se fosse un gioco: se conosci bene le regole del gioco hai maggiori probabilità di divertirti e di vincere! ;)

Un altro piccolo dettaglio: a scrivere questo post è un maschio eterosessuale e quindi è inevitabile che prevalga il punto di vista del maschio eterosessuale!

Ed ecco i consigli per San Valentino.

L'importante è mettersi a proprio agio e mettere a proprio agio anche l'altra persona. E' normale essere nervosi e ricordarsi che così come tu sei nervoso, anche l'altro può esserlo. Essere spontanei e naturali evita brutte sorprese dopo, quando il personaggio richiede troppe energie per essere mantenuto ed inevitabilmente viene fuori l'attore. Va bene evidenziare e risaltare le proprie qualità ed abilità, ma ricordandosi di rimanere nel limite della credibilità e della sostenibilità.  
Lo sai che le probabilità di avere un numero di telefono o che l'altro accetti un nostro invito a ballare aumentano se c'è un leggero contatto fisico, magari sfiorandole il braccio o la mano? Un gesto leggero, rispettoso e naturale.
 
Ricordati di accompagnare le tue parole con una mimica ed una gestualità adeguata. Lo sai che siamo sensibili più al comportamento non verbale ed ai gesti che non alle parole vere e proprie? E' il comportamento non verbale ad influenzare la comunicazione. Ed il comportamento non verbale può essere aiutato; ricorda, però, di non esagerare, altrimenti si vede che stai recitando o che stai "scimmiottando" qualcuno. Hai presente quando ti avvicini e dici qualcosa ad una persona e questa diventa rossa? Ecco, il diventare rossi è un comportamento non verbale! ;)

Sull'altezza. I maschi dovrebbero cercare di sembrare più alti, mentre le ragazze non dovrebbero esagerare con i tacchi, dato che una ragazza molto alta intimidisce i maschi.

Le ragazze, quando flirtano con un maschio dovrebbero essere un pò più dirette ed evitare troppi giochi di parole e troppe allusioni. Purtroppo i maschi si confondono facilmente quando sono vicini a donne e quindi essere diretti evita al maschio di perdersi e smarrirsi.

Anche i ragazzi dovrebbero sottolineare le loro qualità (prestanza fisica, ricchezza, cultura, generosità) senza però esagerare troppo. Così come un trucco eccessivo diventa clownesco, allo stesso modo esagerare con l'autopromozione produce l'effetto contrario. I maschi tendono a comportarsi troppo da maschi e non si accorgono che dovrebbero comportarsi in modo da risultare interessanti alla donna che hanno davanti: quindi, evitare di fare troppo i clown, di fare complimenti vuoti (ricordi il comportamento non verbale? Beh, alcune donne sono molto furbe e non ci cascano), ed evitare battute a sfondo sessuale o continue allusioni al sesso

Evita di sembrare disperato, ed assolutamente non dire che hai letto questo post del blog!
Se sei un uomo veramente bello, non mostrarlo con troppa generosità - le donne potrebbero anche pensare che è molto probabile che in futuro tu sarai infedele! 

Per i maschi un'altro trucco che funziona bene per rimorchiare una ragazza è che questa veda che ci sono altre ragazze che ti sorridono. Ebbene si. Forse s'instaura una specie di competizione, ma se sembri appetibile ad altre, ecco che la tua lei cercherà di tenerti per sè. Di contro, se proprio non interessi alla donna che hai davanti e che è oggetto delle tue avances, lei ti farà notare che ci sono altre ragazze che ti sorridono e che faresti bene a dedicarti a loro. 

Capita. Non sempre si ottiene ciò che si vuole.

Per i maschi è fondamentale ricordarsi che avere una femmina accanto crea confusione cognitiva e le capacità razionali vengono meno. Quindi, quando guidi, concentrati sulla guida ed evita di distrarti: le attenzioni gliele dedicherai più tardi nel luogo opportuno. Più il maschio è giovane e più l'ormone femminile accanto diventa fattore di rischio per la guida sicura. Molti incidenti avvengono perchè il maschio cerca di mostrare il pilota di formula uno che in lui... o che per lo meno crede che ci sia.

L'abbigliamento. Indossare qualcosa di rosso o con toni caldi: se diventi rosso o rossa almeno s'intonerà con il colore delle guance quando l'emozione sale, quando ti fanno un qualche complimento. Anche qui non esagerare: il Gabibbo non è un sex symbol!
Ricordati che situazioni disperate richiedono rimedi disperati, ma se esageri troppo, questo comportamento eccessivo viene letto come un segnale della disperazione che c'è alla base!
 
Hai trovato esagerato e fuori luogo questo post? Beh, allora vatti a leggere questo articolo sulla Scienza del Corteggiamento che è stato pubblicato su Time Magazine .

Lo sai che esiste la formula dell'amore? Eccola:
sqrt(cos(x))*cos(300x)+sqrt(abs(x))-0.7)*(4-x*x)^0.01, sqrt(6-x^2), -sqrt(6-x^2) from -4.5 to 4.5
Copiala e incollala nel riquadro di ricerca di Google! ;)

Buon San Valentino

il bacio Disney

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Non è tutta farina del mio sacco, ed ecco la "musa inspiratrice

Differenze tra uomini e donne


Simpatica immagine che ricalca l'eterno tema delle differenze tra uomo e donna: questa volta le analogie sono con i sistemi tecnologici di comunicazione senza fili.
L'uomo è come il Bluetooth: è connesso a te quando sei nelle vicinanze, ma cerca altri apparecchi\dispositivi quando sei lontano. La donna è come il Wi-Fi: cerca tutti i dispositivi disponibili, ma si connette al più potente. 
 Questa immagine, una volta tradotta e pubblicata su Facebook, in 96 ore circa è stata condivisa da 3.979 persone e ben 3.470 hanno cliccato mi piace!


Gli stereotipi sull'uomo e la donna sono quelli classici, ma hanno una base biologica legata alla sopravvivenza della specie: 
1. l'uomo può fecondare più donne
2. la gravidanza è comunque una condizione a rischio (sia per completare la gravidanza che per il parto) e, anche se oggi la medicina garantisce una elevata probabilità di successo, la memoria biologica del DNA ancora non lo sa
3. la donna deve garantire la sopravvivenza e la protezione della prole proteggendo se stessa ed i suoi cuccioli, e questo avviene attraverso lo stabilire legami con figure potenti

Le differenze genetiche portano differenze comportamentali, se non altro perchè organi diversi implicano un uso diverso. Ma le differenze non sono solo negli organi diversi, ma anche in organi simili, come il cervello. Il cervello maschile è più grande ed ha l'emisfero sinistro più complesso di quello destro, un ipotalamo (e quindi l'istinto sessuale) più sviluppato; la donna ha invece una maggiore simmetria emisferica ed una struttura di connessione emisferuica (corpo calloso, ma non solo) più sviluppata. Inoltre il cervello femminile invecchia più tardi ed ha una diversa densità in aree corticali e sottocorticali. Le donne, inoltre, hanno una maggiore capacità mnemonica grazie ad una dimensione maggiore dell'ippocampo.
Inoltre studi di psicologia viaria hanno dimostrato che la donna ha una minore abilità nel gestire il cambio della macchina: infatti ci sono pochi piloti donna. Invece la donna sembra essere più efficace nel ruolo di navigatore nei rally, in quanto ha una maggiore capacità di comunicazione e di ragionamento intuitivo.

Insomma, siamo diversi anche nella forma di ragionamento!

Posted by Picasa

venerdì 10 febbraio 2012

Le dimensioni dell'universo

Hai idea di quanto sia grosso l'universo?
Hai un'idea di quanti elementi esistono?

le dimensioni dell'universo
Cosa c'entra con la psicologia o meglio con l'ipnosi?
Che il mondo è fatto anche di cose che non vediamo che influenzano la nostra vita. Il fatto che non le vediamo non vuol dire che non ci siano. E la mente contiene tante cose che non vediamo ma che in qualche modo hanno un effetto sul nostro sè, su come ci definiamo e su come ci descriviamo.
Forse è un pò azzardato fare questo paragone, ma l'ipnosi è come la barra sotto la "presentazione" che t'invito a visitare ed esplorare: serve per focalizzare o per allargare il campo di visione.

Buona esplorazione dell'universo...

589217_scale_of_universe_enhanced.swf (Oggetto application/x-shockwave-flash)

...e chiusero il manicomio per neve!

Niente convegno sulla chiusura degli OPG perchè la direzione del Santa Maria della Pietà ha revocato il permesso e rinviato il convegno per l'emergenza neve.

Il padiglione del Santa Maria
della Pietà nel ghiaccio

Ormai esaltato dall'esperienza di aver affrontato il gelo e la neve per raggiungere la sede del seminario dell'uomo di febbraio ho deciso di non demordere e di andare comunque, anche se un minimo di sospetto che l'evento sarebbe saltato l'avevo avuto. Ma non curante della mio segnale dall'inconscio ho deciso comunque di partire lo stesso alla volta del Santa Maria della Pietà.

Ad attenderci c'era l'organizzatore dell'evento che si scusava per l'inconveniente. Ahimè non ricordo il nome! Ci ha spiegato che la scelta della revoca è stata giustamente motivata poichè non si trattava di un evento a carattere medico\sanitario ed essendo stata dichiarata l'emergenza neve anche su Roma si poteva creare una situazione potenzialmente pericolosa per l'utenza specialmente per eventuale formazione di ghiaccio all'esterno dell'edificio nei viali all'interno della struttura.

Aspettiamo tempi migliori e che ci venga comunicata la nuova data del convegno!

martedì 7 febbraio 2012

L'uomo di febbraio e l'ipnosi di Roma innevata


arriva l'uomo di febbraio
Che ipnotica esperienza il 4 ed il 5 febbraio 2012 a Roma, in un'atmosfera surreale ed onirica dopo che la neve è caduta abbondante tutta la notte.


E risvegliarsi in questo nordico paesaggio sapendo di voler raggiungere a tutti i costi e con impegno inusuale la sede del seminario "Tecniche Terapeutiche Avanzate" tenuto da Jeffrey K. Zeig, Ph.D, Fondatore e Direttore della Milton H. Erickson Foundation. 

alcuni colleghi  hanno
*trasformato* la neve
Camminare nelle strade innevate e... trovare la metro funzionante... e arrivare all'aula... e scoprire che la sede è cambiata... e finalmente raggiungere la nuova sede del Workshop... e poco dopo assistere all'arrivo dell'Uomo di Febbraio!


Ma anche il Prof. Camillo Loriedo ha affrontato non poche difficoltà per raggiungere la meta e per permettere al workshop di avere luogo! La via ghiacciata e la poca familiarità romana con il clima siberiano sono state delle eccitanti sfide da vincere per tutti quanti!


foto di gruppo di chi è riuscito a raggiungere
lo squaw peak innevato
Questa grande esperienza, ipnotica e metaforica dello scalare lo Squaw Peak di Phoenix ed incontrare l'uomo di febbraio, racchiude in sè gli elementi più simbolici della storia di Milton Erickson e del suo essere terapeuta, ma soprattutto essere uomo che affronta difficoltà e risolve problemi, trovando risorse dentro di sè. 


Ed iniziano i due giorni di lavoro e di esperienze ipnotiche per acquisire tecniche avanzate terapeutiche e per crescere e migliorare, grazie alla grande professionalità ed esperienza di Jeff Zeig, che ci ha trasmesso insegnamenti, ma che soprattutto ci ha permesso di vivere un esperienza formative e trasformativa!
 
Fernando Bellizzi umilmente assieme a Jeff Zeig e Camillo Loriedo
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link interessanti:
The Milton H. Erickson Foundation
Scuola Italiana di Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana